“La vita senza amicizia è nulla”
L’amicizia è uno straordinario legame, è un ponte lanciato fra due sponde, un sentimento che unisce due persone profondamente diverse o assai simili, una forma di amore e rispetto che si crea a dispetto di ogni attesa e ogni pregiudizio, fra coetanei che condividono le stesse esperienze o fra persone diverse per età, condizione, cultura. Per molti l’amicizia è un valore e crederci è un modo per dare senso alla propria vita.
La ricerca dell’amicizia nell’adolescenza nasce, secondo me, dalla paura di essere diversi ed esclusi, di non piacere, di non valere per nessuno, dal desiderio di trovare conferme nella stima degli altri. Allora si cerca di migliorarsi, di seguire le mode e gli stili dei compagni o dei modelli di riferimento. Ma alla fine si capisce che per avere rapporti autentici e sinceri, bisogna innanzitutto essere se stessi, trovare qualcuno che sia veramente attento al tuo modo di essere, vicino ai tuoi interessi, che ti sappia confortare, consigliare, divertire e difendere: l’amico. La vera amicizia non sempre si crea con i conoscenti più vicini, con le persone che si frequentano di più o con cui si scambiano favori. L’amico è una persona con cui si riesce a mostrare con disinvoltura la parte migliore di noi stessi. Quando rompiamo la nostra quotidianità per avvicinarci ad una persona per la quale proviamo attrazione o simpatia, è come se la incontrassimo per la prima volta. L’incontro è sempre inatteso, è un’esperienza sempre nuova. A questo incontro ne seguono altri e ogni volta desideriamo ritrovarci per continuare quello che abbiamo iniziato, quello che percepiamo come “sospeso”.
Al primo passo segue una sorta di adattamento dell’uno nei confronti dell’altro. Infatti ai primi incontri uno può considerare l’altro, sì, magari interessante, ma simile alle altre centomila persone che costituiscono la massa con cui tutti, più o meno direttamente, abbiamo a che fare. Ancora nessuno dei due ha bisogno dell’altro: sono due unità umane ancora distinte, mentre l’amicizia è stretta unione. Me se il legame creatosi diventa più forte, se ci si conosce sempre meglio, si diventa pian piano unici l’uno per l’altro, indispensabili ed indivisibili. Ci si accorge che si conosce e si apprezza veramente solo ciò per cui si prova affetto, ciò a cui è legato un ricordo positivo, una sensazione di benessere ed armonia.
Prendersi cura degli altri, trovare nel diverso una complicità e una ricchezza, dedicare agli altri un po’ di tempo, significa donare un po’ della propria vita. Penso che sia quasi una forma di amore: un amore diverso, certo, da quello fra uomo e donna, o fra genitori e figli, una sorta di comprensione fraterna che porta a condividere passioni ed esperienze, a realizzare insieme i propri ideali, a percorrere solidali un tratto di vita.
L’amicizia nell’adolescenza è importante per rendersi autonomi dal grembo familiare, in cui da bambini si era accolti e protetti, per crescere e affrontare il mondo, non da soli, ma con un compagno, con dei coetanei, nel confronto e nello scambio, per creare una propria identità.
Anch'io ho un legame più profondo di amicizia. Ci conosciamo da molto tempo, è dalle elementari che andiamo a scuola insieme e ci invitiamo l’una a casa dell’altra. Il nostro rapporto è nato dalla continua convivenza, dalla compatibilità e dalla somiglianza di carattere: quasi siamo in grado di leggere i pensieri, le emozioni e le reazioni dell’altra prima che emergano di fatto. Noi siamo le cosiddette “amiche simili”, cioè abbiamo interessi comuni e affinità di temperamento: siamo entrambe serene, aperte e solari. Io provo stima e fiducia in lei, soprattutto perché sa prendere decisioni, sa sempre come comportarsi, cosa fare. Forse in questo io sono meno decisa, ma mi scoraggio forse meno davanti alle difficoltà, cerco sempre di trovare la forza per accomodare le cose, per guadare avanti. Nelle somiglianze riconosciamo perciò anche quella complementarità che ci rende una il sostegno dell’altra. Noi ci siamo “addomesticate” reciprocamente, come Antoine De Saint Exupery afferma ne” Il Piccolo Principe”, abbiamo scoperto lati di noi stesse che non conoscevamo e, se talvolta qualche litigio ci ha allontanate, ci siamo sempre rappacificate per unirci di più.
Ho provato che è impossibile staccarsi per molto tempo da un amico senza sentire una gravezza nel cuore, una sorta di conflitto interiore irrisolto che ti fa venire voglia di piangere. Si sente il bisogno di vedersi e parlarsi di nuovo, non si sopporta la mancanza di quella parte che l’altro ha creato in te.
Ecco perché le vere amicizie durano per sempre e non conoscono confini: anche nelle difficoltà, anche se lontani, due amici nutrono sempre la speranza di riabbracciarsi.
Giulia Ceccarelli
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