Pubblicato il 14/01/2008, sempre su "la pagina della Scuola"
“L’amor che muove il sole e l’altre stelle”
Le appassionate letture di Roberto Benigni in seconda serata sui canti Danteschi ci stimolano a “rispolverare” l’opera migliore della nostra letteratura, e a coglierne sempre attuali aspetti sul pensiero, sul modo di agire, sulle emozioni non solo dell’autore, delle anime che incontra e del suo tempo, ma dell’uomo in generale. Ma quale percorso ha dovuto seguire Dante per procedere alla stesura di un’opera così vasta e composita nella forma e nei contenuti, di eccezionale potenza espressiva e di inusuale musicalità?
Lirica cortese e narrativa cavalleresca sono aspetti fondamentali nella formazione letteraria di Dante: tramite i due amici Guinizzelli e Cavalcanti, viene introdotto nel circolo letterario che riuniva i giovani esponenti della nuova poesia Stilnovista, che si propone, riprendendo direttamente le tematiche provenzale e siciliana, di dare un’alternativa alla solenne ed ingombrante mediazione dei poeti Siculo- Toscani. A differenziarli dallo stile Guittoniano è la semplicità e la schiettezza dei loro componimenti, che si vantavano di essere più fedeli ai dettati di Amore, e l’idea che il “cuor gentile” è superiore alla stessa nobiltà di sangue. Colei che nobilita il cuore del poeta, e più in generale i pensieri di tutti gli uomini che la vedono salutandola o incontrandola per strada, è la donna amata. Infatti, quando nella Vita Nova Beatrice, la donna amata, gli toglie il saluto, dalla stagione stilnovista so apre per Dante una nuova esigenza di fare poesia: non parlerà più di se stesso innamorato, ma scriverà solo per lodarla, come si conviene ad un miracolo divino, qual è per lui. In seguito alla sua morte, Dante assume la consapevolezza dell’inadeguatezza dei propri mezzi rispetto alla donna diventata definitivamente un angolo fra i beati. La distanza fra i due non è solo sociale, geografica, ma bensì fisica: lui è vivo, limitato, soggetto al peccato, lei è divina, perfetta. Capisce di dover modificare nuovamente la sua poetica di lode, per elevarla e completarla in un’opera così magistrale da “dire di lei ciò che mai fu detto per alcuna. Alcuni anni dopo, durante l’esilio,dopo essersi dedicato da “uomo di corte” a più complesse questioni filosofiche (il “banchetto della sapienza” del “Convivio”), filologiche, metriche, stilistiche (“De Vulgari Eloquenza”) e politiche (“De Monarchia”), manterrà fede a questa promessa trovando l’ispirazione per la Commedia. Protagonista assoluta è Beatrice: già presente nel Canto II dell’Inferno, è lei che, vedendo Dante perdersi nel peccato, incita Virgilio ad accompagnarlo in un viaggio ultraterreno per la salvezza della sua anima. Nel Canto V, quello dell’incontro con Paolo e Francesca, Dante prende le distanze dalla propria esperienza stilnovista giovanile e ne propone una lucida ritrattazione. Dante sembra rendersi conto solo adesso della pericolosità insita nel modello dell’amor cortese, tanto popolare nei palazzi dei Signori ma non per questo immune dalle condanne cristiane di adulterio e lussuria. Il momento di massimo coinvolgimento per Dante avviene quando Francesca deve spiegare il suo peccato e non può che riferirsi alla teoria Giunizzelliana del “cor gentile”:”Amor ch’a cor gentil ratto s’apprende/ prese costui de la bella persona/che mi fu tolta e l’modo ancor m’offende. ” Prova una profonda pietà per i due amanti Riminesi e si sente responsabile delle catastrofiche conseguenze di un’ideologia alla quale lui stesso ha creduto e ha poeticamente cantato. Negli ultimi canti del Purgatorio e nel Paradiso, lasciata il fedele maestro, Virgilio, allegoria della ragione, Dante può incontrare Beatrice, che da donna angelo si trasforma in severa guida spirituale. Attraverso l’amore per lei, Dante arriva, alla fine del percorso di formazione, ad amare anche Dio, e una volta concessogli per un attimo di entrare incolume nel suo sguardo Dante si rende conto che è proprio l’amore, un amore ultraterreno, universale e al tempo stesso paterno, a regolare le cose del mondo: “L’amor che move il sole e l’altre stelle”.
Giulia Ceccarelli
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